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Introduzione

L'Astronomia rappresenta un'importante via di accesso attraverso la quale la popolazione può accostarsi alla cultura scientifica. Nel caso di questa scienza il contatto della gente con il modo di affrontare i problemi tipico del ragionamento scientifico può avvenire non solo attraverso libri, riviste, documentari televisivi ma anche attraverso la semplice osservazione del cielo. Il cielo notturno è quindi un bene di tutti, da proteggere. Tutti invece possono accorgersi, alzando di notte lo sguardo, che il chiarore del cielo prodotto dalla luce dispersa dalla illuminazione esterna, sia pubblica che privata, disturba, e talvolta impedisce del tutto, l'osservazione. Spesso non si coglie la gravità di questo fatto che ci priva, poco a poco, di un importante aspetto culturale. Sono molti gli operatori che con il loro lavoro cercano di consentire alla popolazione questo tipo di contatto con la cultura scientifica: tra loro troviamo astronomi, insegnanti di scuola media e superiore, giornalisti scientifici, docenti di planetari, direttori e personale degli osservatori popolari, animatori e membri di associazioni culturali, gruppi di astrofili. Il numero degli Osservatori popolari espressamente dedicati alla divulgazione e riuniti nel Coordinamento degli Osservatori popolari italiani (COAPI) è oggi, dopo anni di paziente lavoro di sensibilizzazione, in progressiva crescita grazie alla lungimirante collaborazione tra enti pubblici, sponsor e capaci gruppi di appassionati. La preziosa attività che queste persone svolgono in favore della comunità e la stessa possibilità di entrare in contatto con la cultura scientifica per questa semplice via accessibile a tutti sono però in grave difficoltà a causa della luminosità del cielo notturno che ne limita o ne impedisce l'osservazione. Il nostro cielo, inoltre, è parte della natura e del paesaggio che ci circonda. Quindi come le nostre montagne, i nostri laghi, i colli e le altre componenti dell'ambiente, merita di essere salvaguardato. Come si vede l'inquinamento luminoso un problema ambientale a tutti gli effetti. Ha in comune, infatti, con gli altri tipi di inquinamento gli elementi essenziali:
1. si tratta di un effetto prodotto dall'uomo sulla natura,
2. sta creando difficoltà all'uomo stesso,
3. il suo impatto sta crescendo rapidamente in modo preoccupante,
4. se non mantenuto sotto controllo sarà molto dannoso per l'umanità.

Due fondamentali considerazioni di carattere economico sembrano non essere state ancora sufficientemente comprese. Tutta la luce dell'illuminazione esterna che viene dispersa al di fuori delle zone da illuminare, compresa quella che finisce in cielo, costituisce un enorme spreco di energia elettrica e, quindi, di denaro, per lo più denaro pubblico. Si parla di centinaia di miliardi di lire ogni anno. Non è certo il caso di permettere tali sprechi. Inoltre lo stato investe denaro nella ricerca scientifica astronomica e la società ne ha finora ottenuto un notevole ritorno in termini di conoscenza scientifica e di nuove tecnologie. Quindi è illogico e insensato da un lato finanziare la ricerca e dall'altro limitarla, non proteggendo gli studiosi da questo disturbo.

Per risolvere il problema dell'inquinamento luminoso e ridurre lo spreco di energia occorre eliminare il più possibile la dispersione di luce al di fuori delle zone da illuminare. Per ottenere questo obiettivo è importante la collaborazione degli ingegneri dell'illuminazione e dell'industria del settore, in quanto è interesse comune che i nuovi impianti installati siano ad alto contenuto tecnologico. In generale illuminazione è sinonimo di progresso ma la dispersione di luce e lo spreco di energia sono il risultato di un'arretratezza tecnologica e culturale.

Sono molte le nazioni in cui sono in vigore leggi e ordinanze per limitare l'Inquinamento Luminoso e risparmiare energia. Al primo posto sono gli Stati Uniti ove, anche per lo stimolo di una potente associazione internazionale, la International Dark-Sky Association, molte amministrazioni locali e statali hanno emesso ordinanze per limitare l'inquinamento luminoso. Anche in Europa ci sono nazioni sensibili al problema: possiamo citare ad esempio la Spagna. In Italia è stata presentata in parlamento nel 1992 un'importante proposta di legge per limitare l'Inquinamento Luminoso e proteggere gli Osservatori Astronomici. Essa è stata preparata dalla "Commissione per lo studio dell'Inquinamento Luminoso" della Società Astronomica Italiana (SAIt), discussa con i rappresentanti degli Osservatori Astronomici e della Commissione per l'Inquinamento Luminoso dell'Unione Astrofili Italiani (UAI) e approvata dall'Assemblea dei Soci della SAIt. L'UNESCO e l'Unione Astronomica Internazionale hanno dedicato un Convegno a Parigi agli "Effetti avversi dell'ambiente sull'Astronomia" e la stessa UNESCO cui era stato chiesto di premere sulle nazioni membre perché si muovessero a livello legislativo, ha posto il problema all'assemblea delle Nazioni Unite.

Illuminiamo bene dove è utile e manteniamo buio il cielo notturno. Risparmiamo denaro e riscopriamo il piacere di guardare il cielo. Eliminiamo gli sprechi e conserviamo la possibilità di acquisire attraverso lo spettacolo del firmamento un godismento estetico e, insieme, una cultura scientifica. Sono conclusioni che sembrano molto semplici e molto ovvie. Ma occorre riflettere perché forse ancora non sono state capite da tutti.


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Pierantonio Cinzano
3/12/1998